Dimensione del testo: [normale] [4] [5] [6]   Stile:  [Standard]   [Senza immagini]

Il caso D'Elia......

Per raccontare, seppure in estrema sintesi, la storia di Sergio D'Elia, oggi deputato della Rosa nel Pugno e Segretario della Camera, non possiamo non partire da quei tragici e drammatici anni sessanta e settanta.
Anni in cui alcuni pensavano di poter cambiare la società e il sistema con la violenza e la rivoluzione.
Anni in cui quel sistema e quella società, certamente non perfetti ma comunque democratici, erano difesi da tanti ragazzi in divisa, spesso figli di un sud povero e in cerca di riscatto, che rischiavano la vita per pochi spiccioli al mese.
Ragazzi che, a migliaia, morirono a causa delle mani assassine di chi aveva fatto del fanatismo ideologico e violento una ragione di vita.
Uno dei movimenti più attivi fra gli anni sessanta e settanta fu il gruppo brigatista "Prima Linea", protagonista di oltre un decennio di fatti di sangue.
Il primo rivendicato ufficialmente dal gruppo fu l'omicidio del professor Alfredo Palella, docente di antropologia criminale, compiuto a Napoli nel 1978.
Un anno terribile, quello.
Infatti, nel gennaio del 1978 alcuni esponenti di "Prima Linea", nel tentativo di favorire a Firenze la fuga di alcuni detenuti dal carcere delle Murate, restarono coinvolti nell'omicidio dell'Agente di Polizia Fausto Dionisi.
Una vicenda e un successivo processo che coinvolsero direttamente anche Sergio D'Elia, classe 1952.
Nel 1983 la Corte d'Assise di Firenze giudicò D'Elia "colpevole dei reati ascrittigli, ritenendo il vincolo della continuazione fra i delitti e qualificati: il fatto-reato di cui al capo 23 del procedimento n. 13/81 come omicidio e tentati omicidi, continuati ed aggravati, in danno rispettivamente di Dionisi Fausto, Atzeni Dario e Cianciosi Oreste (...), con attenuanti generiche per questo solo delitto ritenute equivalenti alle aggravanti".
In calce alla Sentenza di condanna di primo grado per D'Elia è anche aggiunto che "visti gli artt. 28, 29 e 30 del codice penale, lo condanna altresì all'interdizione perpetua dai pubblici uffici ed alla interdizione legale durante l'esecuzione della pena principale".
Nei gradi ulteriori di giudizio la pena fu confermata.
Più tardi è intervenuta la riabilitazione e le pene accessorie irrogate furono cancellate.
Sul sito internet www.radicalparty.org si legge che "D'Elia è una antico membro di 'Prima Linea', organizzazione terroristica di sinistra di cui fu dirigente. Condannato a 25 anni di carcere, ha scontato una lunga pena in prigione terminata solo recentemente.
Nel 1986 si è iscritto al Partito Radicale".
L'Agente di Polizia Fausto Dionisi aveva nel 1978 appena 23 anni.
Mariella Magi Dionisi, sua moglie oggi al fianco del Sap in una sacrosanta e giusta battaglia per non dimenticare e per ottenere Giustizia, aveva allora 22 anni.
Dionisi lasciò anche una figlia in tenerissima età che oggi ha compiuto 30 anni.